Nessuno sceglie dove nascere, ma spesso si resta per scelta legandosi in una stretta indissolubile alle proprie radici. È questo il caso di Maria Attanasio, una scrittrice che ha trovato la motivazione fondante della propria scrittura nella sua città d’origine: Caltagirone. Proprio qui, tra guerra fascista e bombe americane, è nata e continua ancora adesso a vivere e a scrivere.

Poetessa, scrittrice e saggista, dà voce a storie passate per proporre una visione critica al lettore del presente. Con la scrittura, infatti, tenta la decifrazione del presente e del passato. È duplice il versante espressivo da lei utilizzato: da un lato il linguaggio fortemente metaforico della sua poesia, dall’altro il recupero di esemplari microstorie di libertà e resistenza attraverso ricerche d’archivio, prediligendo oscurate storie di vita legate alla memoria e al vissuto della sua città.

Un grande riscontro di pubblico e critica continua ad avere il più recente romanzo, del 2018, La ragazza di Marsiglia, a cui è stato attribuito il prestigioso Premio Alessandro Manzoni per il romanzo storico: è il racconto dell’unica donna che partecipò alla spedizione dei Mille, di cui però – per la violenza del potere e la discriminazione di genere – non resta traccia nei libri di storia e nella memoria collettiva.
Ha pubblicato parecchie raccolte di poesia: dalla prima Interni (Quaderni della Fenice, Guanda, Milano 1979) all’ultima Blu della cancellazione (La Vita Felice, Milano 2016); come diversi altri romanzi, pubblicati tutti con l’editore Sellerio.